, il magistrato trucidato dalla mafia: "Sono molto stupito e anche preoccupato per l'arresto di Massimo Ciancimino. Gli e' contestato un reato fiscale vecchio. La misura puo' rappresentare un ostacolo al processo per la trattativa, di cui Ciancimino e' teste chiave. Viviamo in un Paese dove puo' accadere di tutto.
Spero che in carcere non debba subire pressioni di varie forme come insegna il caso di Provenzano.
Massimo Ciancimino, con le sue dichiarazioni, ha contribuito allavvio del processo sulla trattativa Stato-mafia, iniziato lo scorso 27 maggio a Palermo. In tribunale dovrà apparire nelle vesti di imputato, ma è ritenuto molto importante il suo ruolo da testimone.
Il processo sulla trattativa dovrà far luce sulle stragi che hanno insanguinato lItalia dal 92, con leccidio di Capaci, fino agli attentati del 93 a Roma, Milano e Firenze, il momento più alto della strategia stragista avviata da Cosa Nostra per chiedere allo Stato di ammorbidire il regime di carcere duro previsto per i boss dal 41bis.
Diverse le figure istituzionali chiamate a testimoniare durante il dibattimento; oltre al presidente del Senato Pietro Grasso, i giudici hanno chiesto la presenza in aula del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ritenuto informato sui fatti in merito alla storia delle intercettazioni telefoniche, quando lex ministro Nicola Mancino, imputato nel processo, in diversi colloqui avuti con esponenti del Quirinale, chiedeva un intervento del Colle contro eventuali procedimenti