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Alcune cose non possono essere coperte. Combattere ogni forma di violenza sulle donne". È lo slogan della prima campagna pubblicitaria realizzata nel regno wahabita dellArabia Saudita contro gli abusi e i maltrattamenti domestici. E il soggetto è un volto femminile interamente coperto dal niqab, quel velo che icona della femminilità orientale e islamica ne rivela solamente gli occhi, di cui uno è tumefatto.
A indurre tale mutamento così forte da spezzare la morsa del passato in un paese dove le donne sono sempre state soggette a forti limitazioni, è stata la tragica fine della piccola Lama al- Ghamdi, la bambina di 5 anni morta nel 2012 dopo essere stata violentata, torturata e selvaggiamente picchiata dal padre, un noto telepredicatore. Lepisodio ha scosso profondamente lopinione pubblica, nonostante la violenza familiare sia in Arabia Saudita cosa più che consueta e connaturata nell'educazione maschile, tanto che un proverbio popolare recita "una ragazza non possiede altro che il suo velo e la sua tomba".
La campagna, finanziata dalla Fondazione Re Khalid, si propone di fornire una protezione legale per donne e bambini vittime di abusi in Arabia Saudita. Durante la presentazione, le autorità hanno ammesso che "il fenomeno delle donne maltrattate in Arabia Saudita è più importante di quello che sembra", incoraggiando i sauditi a denunciare i casi di violenza in un paese che si è classificato al 131 esimo posto su 134 per la parità tra uomini e donne.