cronaca | Nel corso della notte i Carabinieri della Compagnia di
Acireale hanno dato esecuzione a 5 provvedimenti restrittivi emessi dal G.I.P. di Catania su richiesta della locale Procura della Repubblica nei confronti di altrettante persone, di cui 4 ritenute appartenenti ad un
associazione per delinquere dedita all
usura nel territorio di Acireale e
Aci SantAntonio.
Lassociazione gravitante intorno ad un unico nucleo familiare era composta da Camillo Fichera di anni 81, capo dell organizzazione, dal figlio Rosario di anni 51 e da C.C. di anni 76 e T.M.C. di anni 41.
Le indagini inizialmente avviate per individuare i complici con cui Rosario Fichera aveva commesso una rapina presso la filiale di Ragalna della Banca Popolare di Lodi, hanno consentito di accertare i lineamenti di unassociazione per delinquere dedita alla concessione di prestiti a favore di privati o titolari di attività artigianali e commerciali, sui quali gravavano tassi usurari che arrivavano a toccare soglie oscillanti tra il 10 ed il 20% al mese (120-240% annuo), con punte, in un caso specifico, anche del 20% al giorno, ovvero il 600% al mese.
Il capo indiscusso, lanziano Camillo Fichera, in base ai clienti, decideva il tasso da applicare ai prestiti elargiti; attorno a lui ruotavano le figure degli altri associati, in primis il figlio Rosario, che si occupava soprattutto di gestire le riscossioni.
I problemi per le vittime scattavano in caso di mancati o ritardati pagamenti; era in questi casi che entrava in gioco Rosario Fichera il quale, anche dal carcere, mandava le sue donne, ovvero la moglie e la madre, a riscuotere direttamente negli esercizi gestiti dalle vittime o a casa delle stesse. In alcune circostanze, per le riscossioni, Fichera si avvaleva di altri personaggi esterni allassociazione, che concorrevano nel reato solo per singole operazioni.
La tipologia di vittime? Gente caduta nella morsa degli strozzini a causa di bisogni personali della famiglia, difficoltà economiche delle attività che gestiscono e debiti di gioco.