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Una nuova inchiesta è stata aperta ieri dalla procura di Palermo sul percolato formatosi nella discarica palermitana di Bellolampo.
Lindagine coordinata dal Pm Geri Ferrara, che ha già interrogato il direttore generale dell'Amia, Nicolò Gervasi, e l'ex dirigente generale della Protezione civile, Pietro Lo Monaco (si è avvalso della facoltà di non rispondere), incaricato dal commissario per l'emergenza rifiuti a seguire la vicenda della discarica, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 13 persone. Le accuse sono: disastro doloso, inquinamento delle acque e del sottosuolo, gestione abusiva di discarica e abbandono dei rifiuti speciali.
La prima indagine è del 2010 e tra gli indagati figurava Cammarata - La grande pozza di circa 10mila metri cubi di percolato, venutasi a creare tre anni fa a causa dellinfiltrazione delle acque piovane attraverso le montagne di rifiuti accatastate e considerata una bomba pronta a esplodere, aveva già portato nel 2010 all'apertura di un fascicolo giacché si temevano conseguenze disastrose per le faglie acquifere e per lintera area facendo avviare unazione di bonifica straordinaria della zona.
Quell'anno infatti, la procura di Palermo aveva portato al rinvio a giudizio, fra gli altri, dell'ex sindaco di Palermo Diego Cammarata, dell'ex liquidatore dell'Amia, Gaetano Lo Cicero e dell'ex presidente del consiglio di amministrazione della società Vincenzo Galioto.