cronaca | La scure della crisi, che pendeva già da qualche anno sullo storico
marchio amministrato da Sergio e Francesco Flaccovio, ha definitivamente colpito a morte le ultime librerie rimaste aperte, luoghi simbolo non soltanto della nobiltà e della ricca borghesia palermitane, ma anche cenacoli della cultura siciliana del Novecento (da Renato Guttuso a Leonardo Sciascia, da Tomasi di Lampedusa a Indro Montanelli).
Si è tenuto ieri, alla presenza di Sergio Flaccovio e dei sindacati i quali speravano nella cessione dei singoli rami per la tutela dei livelli occupazionali , l'incontro che ha decretato la chiusura anche degli ultimi punti vendita, costringendo lazienda all'avvio della sua liquidazione e al licenziamento collettivo del personale, formato da 27 lavoratori che fino al 30 giugno potranno godere almeno della cassa integrazione. Dopo le saracinesche calate sulle librerie di via Maqueda e via Ruggero Settimo, toccherà a quelle dei punti vendita presenti all'interno dell'aeroporto Falcone Borsellino e del centro commerciale Forum Palermo.
Lazienda, che depositerà tutte le licenze (come spiega
Marianna Flauto,
segretario generale della Uiltucs Sicilia) e che dall'1 luglio provvederà ai licenziamenti, era entrata in crisi 5 anni fa. Nel 2008, infatti, Flaccovio aveva registrato un calo delle vendite pari al 6%, calo che è andato peggiorando, toccando punte del meno 15 e del meno 21% tra il 2010 e il 2011 a cui si è aggiunto il debito con le banche. Così, e in modo definitivo, si è registrata
la fine di un altro colosso delleconomia e della cultura palermitana,
solamente 5 giorni dopo la chiusura della storica gioielleria Longo.