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La polizia di Licata ha provveduto, nel pomeriggio di ieri, al sequestro di un fascicolo per unindagine avviata nei confronti di Angelo Balsamo, avvocato e candidato a sindaco con la lista civica Noi e del Pdl alle prossime elezioni amministrative previste il 9-10 giugno. Sarebbero inoltre stati visionati e prelevati file dal suo computer e le fatture per emesse dallo studio per il periodo di novembre e dicembre 2011.
I reati contestati sono corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e truffa e riguardano comunque la sua attività lavorativa.
Lindagine, coordinata dal procuratore aggiunto Ignazio Ponzo e dal pm Salvatore Vella, deve far luce su di un incidente stradale dove Balsamo, avvocato difensore, avrebbe agito contro una compagnia assicurativa.
Per alcuni sostenitori del candidato si tratterebbe di un disegno ordito da trame oscure per estrometterlo dalla competizione, questo il senso di alcuni commenti e articoli apparsi nella cronaca locale.
E vero che la giurisprudenza italiana prevede 3 gradi di giudizio secondo cui vale il principio dellinnocenza, ma la città di Licata ha già pagato le vicende giudiziarie dellattuale sindaco Angelo Graci, indagato per una tangente da cui è stato comunque assolto, ma che ha avuto ripercussioni nell'amministrazione della città visto il divieto di dimora inflitto durante le indagini.
Il paradossale caso-Licata è stato ripreso da molti quotidiani e trasmissioni a carattere nazionale, soprattutto ad essere accusata era la legge che permetteva ad un sindaco di amministrare nonostante in esilio, con tutti i disagi annessi per la guida della città. La vicenda portò anche alle dimissioni in massa del consiglio comunale.
Lavvocato Balsamo ha tutto il diritto di difendersi, laugurio è che prenda le precauzioni del caso, che se dovesse essere eletto sindaco le sue vicende personali non incidano nell'amministrazione della città.