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La Legge n. 3 del 2000 impone lobbligo di istruzione fino al quindicesimo anno di età, ed è facile che questa non venga applicata in alcune zone rurali e ad alta densità mafiosa della Sicilia.
E' quanto accaduto a Monreale e nei comuni che giacciono sotto la sua giurisdizione: 137 i genitori (su 31 pendono procedimenti penali e 27 sono già pregiudicati) ritenuti responsabili di aver procurato levasione scolastica dei propri figli (in totale 143 studenti) sono stati denunciati dai carabinieri della Compagnia di Monreale per il reato di inosservanza continuata dellobbligo di istruzione dei minori.
I controlli, condotti nel corso di tutto il corrente anno scolastico negli istituti di istruzione primaria e secondaria, hanno lasciato emergere una situazione molto più che degradante: infatti, spesso e volentieri sono i genitori a causare in modo forzato o ad agevolare linterruzione della frequenza scolastica, mirando alla semplice alfabetizzazione primaria, avvertita come necessaria al vivere quotidiano e rinunciando a quella secondaria a fronte, in molti casi, di un impiego in nero per i più piccoli.
La maggiore incidenza del fenomeno si è osservata nel comune di Monreale, ove sono stati identificati ben 57 dei 143 studenti che avevano abbandonato anzi tempo gli studi (pari al 39,8% del totale); 50 quelli identificati a San Giuseppe Jato (pari al 34,9%) mentre altri sono stati identificati tra i comuni di Altofonte (22), e San Cipirello (14).
Liniziativa, che ha visto la sinergica collaborazione dei poli didattici monrealesi e jatini con le Stazioni locali incaricate dellanalisi dei dati e coordinate del Nucleo Operativo e Radiomobile, si inserisce nel solco profondo di quella collaborazione tra scuola e Forze dellordine che già investe molteplici profili, soprattutto di natura preventiva e formativa: già da tempo infatti sono avviati periodici incontri tra alunni e rappresentati dellArma nell'ambito del Progetto Legalità, un ciclo di appuntamenti con cadenza annuale che porta i ragazzi a contatto con le istituzioni con lobiettivo di incentivare fin dall'infanzia un approccio virtuoso e collaborativo in seno alla società civile, spesso corroborato da specifiche iniziative che vedono coinvolti studenti, Arma dei Carabinieri e associazioni o istituzioni locali per affrontare particolari temi o materie.