cronaca | I carabinieri della sezione Palermo Piazza Verdi, ha fatto scattare le manette per il sacerdote
Aldo Nuvola.
L'indagine partita a seguito dell'omicidio di Massimo Pandolfo, avvenuto in ambiente omosessuale, lo scorso 24 aprile, e commesso da un sedicenne. I contorni di questo delitto hanno portato gli inquirenti a smascherare un giro di prostituzione omosessuale del quale era parte integrante il sacerdote Aldo Nuvola (già noto alle forze dell'ordine per atti osceni e per molestie sessuali). Dai tabulati telefonici rinvenuti durante le indagini fu chiaro sin da subito il costante scambio di messaggi e telefonate tra Nuvola e l'omicida di Pandolfo.
I ragazzi scelti dal Sacerdote, generalmente sono provenienti da ambienti degradati di Palermo, adolescenti soliti trascorrere le loro nottate fuori casa e che accondiscendono a vendersi in cambio di denaro: il sacerdote pianificava giornalmente appuntamenti con i suoi ragazzi per consumare rapporti sia allinterno della propria vettura che presso la sua abitazione. Nuvola, a seguito dei rapporti, solitamente pagava la compagnia con 20/30 o con cibi e bevande o ricariche telefoniche.
Molti dei giovani con cui si rapportava il prete palermitano, sono a conoscenza della sua posizione sociale e culturale che viene costantemente ribadita dal sacerdote. Gli stessi, peraltro, sembrano rimanere affascinati dalla sua figura e dai suoi modi di proporsi e sono soliti rivolgersi a lui chiamandolo "Padre Aldo".
Larrestato, è stato rinchiuso al carcere Pagliarelli di Palermo.