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Nell'aprile 2012, un terremoto politico-giudiziario aveva colpito la cittadina di Misilmeri:
cinque furono gli arresti per il reato di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni. Tra questi spiccava il nome di
Vincenzo Ganci, consigliere di circoscrizione e allora candidato al consiglio comunale di Palermo nella lista
Amo Palermo dellaspirante sindaco
Marianna Caronia, deputata regionale del PID (Popolari di Italia domani) dellex ministro Saverio Romano.
Le accuse - In particolare, si contestava all'imputato di aver fornito un contributo alla famiglia mafiosa di Misilmeri grazie al ruolo politico allora ricoperto: secondo gli inquirenti avrebbe consentito a Francesco Lo Gerfo, presunto capo del paesino palermitano, di infiltrarsi nell'Amministrazione Comunale dello stesso pilotandone, nel maggio del 2010, lelezione del Presidente del Consiglio Comunale e la composizione delle Commissioni Consiliari.
La scarcerazione - Oggi il Tribunale della Libertà, accogliendo lappello proposto dagli
avvocati Antonio Gargano e Raffaele Bonsignore (nella foto), ha scarcerato Ganci ritenendo che gli elementi offerti dalla difesa fossero idonei a ritenere cessate tutte le esigenze cautelari poiché essendo mutata la situazione personale dellimputato (non è più iscritto al PDL e si è dimesso dal movimento Amo Palermo) e larchitettura stessa del Comune di Misilmeri, adesso affidata a una commissione straordinaria sarebbe impossibile reiterare la condotta contestata.