politica | Arrivano i russi, almeno questa è la speranza di
Rosario Crocetta per ridare fiato all'economia nel lembo orientale della
Sicilia.
Il governatore incontrerà oggi una delegazione della
Lukoil, la stessa che detiene l'80% della
raffineria di Priolo (il restante 20% è della Erg), in provincia di Siracusa.
Sul tavolo una serie di investimenti che l'azienda sarebbe pronta ad affrontare, si parla di 1,800 miliardi di dollari, altre trattative sono programmate anche con i vertici di
Eni che in Sicilia gestisce il comparto chimico (le raffinerie di
Gela e
Milazzo).
Un ritorno di fiamma per l'oro nero?
In realtà sembra non essere mai passata l'attrazione che la politica siciliana prova per il greggio; gli occhi chiusi dinnanzi agli scempi, la non tutela della salute dei cittadini sono chiari segnali di come non si voglia chiudere con questa tradizione che nella nostra terra ha fatto migliaia di vittime.
La scarsa attenzione alle trivellazioni che grossi gruppi intendono fare nel canale di Sicilia (anche in zone sismiche) sono forse un segnale che quell'auspicata inversione di tendenza tanto richiesta dalla collettività non è ancora stata capita dalle istituzioni.
Crocetta promette che il gruppo Lukoil mostrerà particolare attenzione alla tutela dell'ambiente, non ci resta che sperarlo.