, presidente della prima commissione Ars e deputato dei Democratici riformisti per la Sicilia lo scorso 28 febbraio e, quattro giorni dopo,
che prevede, oltre il reddito di solidarietà pari a mille euro e l'emissione dei Trinacria bond,
Incostituzionalità nei termini del DDL - Salvo scoprire che il suddetto disegno di legge presentato dal governo fosse, nei termini, incostituzionale perché lo Statuto della Regione Sicilia, di fatti, non prevede lorgano delle province, bensì proprio quello dei consorzi dei comuni che il DDL avrebbe, quindi, restituito.
È Marco Forzese il primo ad ammetterlo e ieri, 12 marzo 2013, prima dellincontro con il commissario dello Stato Carmelo Aronica, col quale poi ha riscritto il disegno di legge, aveva ammesso: non vè dubbio che nel testo licenziato dal governo Crocetta si debbano modificare alcune previsioni normative, che apparirebbero uno scoglio giuridico per il vaglio degli uffici di piazza Camporeale.
Cosa prevede il nuovo DDL? - Il maxiemendamento assorbe i 70 emendamenti presentati dal DDL del governatore Crocetta, ma si apre con una novità: il termine ultimo per listituzione dei liberi consorzi si deve esaurire entro il 31 dicembre 2013. Identica scadenza per i mandati commissariali: fino ad allora quindi niente elezioni e se entro la fine dellanno non sarà stata effettuata la riforma, si andrà al voto in primavera con la legge attuale; questa possibilità si prefigurerebbe come una sconfitta amara e difficile da sostenere per il presidente della prima commissione Ars, che dichiara: allora dovremmo dimetterci tutti, compreso Crocetta. Inoltre, il testo riscritto a quattro mani puntualizza Forzese prevede ancora la volontà del governatore Crocetta di cancellare i meccanismi di elezione diretta per presidenti e consiglieri provinciali, e quindi di ottenere il risparmio annunciato. Rimane prevista listituzione delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. I consorzi, invece, rimangono invariati nel numero sul modello delle attuali province, a cui si aggiungono Gela e Marsala.
Le modifiche al testo giungono, sottolinea presidente della prima commissione, in sintonia con le idee del presidente della Regione, ma tocca alla commissione (che si riunisce oggi presso la Sala dErcole) approvarle. In ogni caso, Forzese è ottimista: abbiamo i numeri, oltre che lintenzione come maggioranza, a far passare il testo già nel pomeriggio, ha detto ieri.
Le reazioni - Lonorevole Salvino Caputo (FDI) ha precisato subito con un comunicato stampa: Avevamo ragione, il DDL andava riscritto. Lintervento del Commissario dello Stato in Commissione Affari Istituzionali dellArs, ha confermato quella serie di rilievi più volte segnalati da noi. E ha aggiunto: Nelle more del varo della Legge, che deve essere approvata entro il 31 dicembre di questanno, le elezioni saranno sospese, ma subito dopo quella scadenza, se non ci sarà la nuova riforma, al contrario di ciò che era previsto dal DDL governativo, in primavera si procederà alle elezioni per il rinnovo delle Province.
Sempre più violento e causidico il suo collega, il deputato del PDL Nino Germanà che, attaccando, la scorsa settimana si chiedeva se occorresse davvero oltre un anno per riformare le Province, incalzando ma questo non era fra le urgenze del programma del presidente Crocetta?. Ieri ha definitivamente chiarito la sua opposizione al disegno di legge 278, affermando che un cambio istituzionale alla pari fra Province e consorzi di Comuni non è praticabile poiché provocherebbe senza ombra di dubbio confusione anche amministrativa e delle competenze. E aumenterebbe rincara la dose Germanà i costi di gestione proprio quando lobiettivo principe rimane, invece, la riduzione della spesa pubblica. E, in ogni caso conclude non si potrebbero accettare commissariamenti politici delle attuali Province in attesa di una risoluzione positiva: se a questo si dovrà arrivare, dovranno semplicemente essere dei prefetti a prendere in mano le redini di questi enti locali.