politica | Il
centro-sinistra, nonostante la maggioranza alla
Camera, non avrebbe i numeri per governare al
Senato, effetto della
legge elettorale con cui si è votato (porcellum la definì il politologo Sartori); fuori dal Parlamento potrebbero restare
Casini e
Fini, sicuri protagonisti di questi 20 anni di
Seconda Repubblica.
Come temuto dalla politica tradizionale il boom del Movimento 5 Stelle è arrivato; la lista di Beppe Grillo (che non era candidato) è addirittura il secondo partito al Senato e in un testa a testa con il Pd per la prima posizione alla Camera.
Resta fuori anche Rivoluzione Civile che vedeva Ingroia candidato premier, fuori anche l'Italia dei Valori di Di Pietro che appoggiava l'ex magistrato.
La percentuale dei votanti è del 75,19%, dato definitivo.
I dati però rivelano una vittoria, solo numerica, della coalizione guidata da Bersani al Senato; la situazione di ingovernabilità è dovuta al fatto che la legge Calderoli prevede un premio di maggioranza regionale piuttosto che nazionale ed i seggi scattano per ogni regione "conquistata".
Fare una nuova legge elettorale era una priorità che il Parlamento avrebbe dovuto varare durante il governo tecnico, anche in questo caso la politica paga le proprie responsabilità.
Il quadro non può comunque definirsi definitivo, ancora non tutti i dati sono ufficiali, inoltre si aspettano i risultati della Valle d'Aosta e del Trentino Alto Adige, oltre alla circoscrizione Estero.
La Sicilia era tra le regioni chiave in questa tornata elettorale; l'isola ha risposto aumentando la percentuale di votanti rispetto alle regionali di ottobre, in calo comunque però rispetto alle politiche del 2008 quando fu il 74,7% a recarsi alle urne, contro il 64,6% di questo week-end.
Nella nostra isola, al Senato, è il Movimento 5 Stelle il primo partito che si attesterebbe attorno al 30%. La coalizione di centro-destra ha raccolto circa il 33% dei consensi, contro il 54,7% di 5 anni fa, il Pdl si attesta sotto il 27%.
Il Pd sarebbe sotto al 20%, la coalizione conquisterebbe nel complesso il 27,4%.
Guardando alla Camera i dati non subiscono variazioni in entrambe le circoscrizioni.
Analizzando il voto in Sicilia per provincia, il Movimento 5 Stelle è il primo partito in quasi tutte, a Messina è il Pdl il primo, lieve differenza tra i due partiti a Catania.
Dal sito del Ministero dell'Interno è possibile vedere nel dettaglio il voto per ogni provincia.