politica | Lontana dallo stereotipo del latitante, braccato per anni dalle forze dell'ordine e ritirato
discretamente in tenute fuori mano per sfuggire alla cattura, o da cinematografici padrini al cui
passaggio la gente omertosa si leva il cappello fingendo di non sapere chi sia, la
mafia oggi ha un
altro aspetto: quello dei
colletti bianchi, che si muovono in maniera tentacolare nella società e nelle
sue dirigenze, contaminandole come un cancro. Le metastasi di questa malattia, che contamina la
Sicilia (e non solo), hanno colpito un settore imprenditoriale relativamente nuovo e allettante: le
energie rinnovabili e, più precisamente, quella eolica.
Una lunga indagine - Loperazione, partita nel 2009 e denominata Eolo, ha portato alla luce
attraverso una serie di intercettazioni un illecito sistema di affidamento degli appalti e dei
lavori per i parchi eolici "Alcantara-Peloritani" e "Nebrodi". Lattività investigativa, diretta dalla
Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Messina e dai Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto
e di Patti, ha individuato, nello specifico, la distrazione di risorse in favore di imprese contigue;
il ritardo nel rilascio di alcune autorizzazioni per costringere la società, che si era aggiudicata un
appalto, ad affidare i lavori a determinate ditte; la mancata adozione di seri provvedimenti, da parte
dei tecnici della società appaltatrice, di fronte alla non regolare esecuzione delle opere e limpiego
di materiali più scadenti rispetto a quelli previsti.
Le accuse degli 8 arrestati - Il G.I.P. Antonella Consiglio, su richiesta dei PM della Procura
antimafia Ambrogio Cartosio e Piero Padova, ha emesso otto ordinanze di custodia cautelare con le
seguenti accuse: concorso esterno in associazione mafiosa, truffa, estorsione aggravata dal metodo
mafioso e concussione. Spiccano tra gli altri due anonimi, simbolo di una dirigenza quanto mai
incancrenita: un sindaco e un funzionario provinciale.