politica | Dopo i dati diffusi qualche giorno fa dal servizio
Statistica della Regione che vedono la
Sicilia come la regione
più povera dItalia, anche lultimo
rapporto Istat non porta buone nuove.
Nellisola il 27,3% della popolazione vive sotto la soglia di povertà relativa, non incoraggiante il dato che la popolazione diventa sempre più anziana; i problemi di crescita, ancora più accentuati dalla crisi, spingono i giovani a cercare fortuna altrove.
I
dati Istat confermano questa tendenza, anzi aggravano il quadro delineando una situazione molto grave; secondo il noto istituto, sarebbe quasi la metà delle famiglie siciliane ad avere difficoltà per
arrivare a fine mese, esattamente il 47,6%.
I dati vengono avvalorati dalla drammaticità che raggiunge il
problema della disoccupazione; pienamente confermati i dati di inizio anno, con un tasso di
non lavoratori che raggiunge quasi il 20%, che supera il 35% se si parla di
giovani.
Ma su questi dati sarebbe forse opportuna una riflessione, di certo non per una questione dorgoglio.
I dati ufficiali, che comunque tengono in considerazione i proventi del lavoro nero e dell'evasione, denotano una situazione preoccupante per le famiglie siciliane, che però non giustificano la non proprio bassa percentuale di beni non proprio economici. Soprattutto la provincia offre gli spunti migliori per registrare una dissonanza con i dati sopra riportati, nei piccoli centri è più facile notare come macchine di fascia medio-alta non abbiano abbandonato le strade, la bella stagione poi consente lo sfoggio di moto e barche che di certo non sono beni di prima necessità. Non è la loro presenza a destare sospetto, ma soprattutto la diffusione.
Più che difendere la Sicilia dalla povertà è su un maggiore controllo da parte dello Stato per controlli severi il punto su cui sarebbe il caso di focalizzare lattenzione; la lotta all'evasione rientra in quel quadro di legalità ed equità che le Istituzioni devono garantire ai cittadini. Una verifica approfondita potrebbe probabilmente portare a gente che per lo Stato vive di sussidi ma che poi trova nellevasione il modo di appagare certe esigenze, fatto inaccettabile per una società civile.