politica | "Il massacro mediatico, lo stillicidio, al quale sono stato sottoposto da mesi sta per finire". Queste le prime parole del governatore regionale ormai prossimo a rimettere il proprio mandato: "Ciò che ho dichiarato sulle mie intenzioni lo ribadisco - chiarisce Lombardo - il 28 o il 29 luglio mi dimetterò dalla mia carica".
Durante la conferenza stampa di questa mattina convocata a Palazzo d'Orleans, il presidente spiega la "sindrome da accerchiamento" nella quale si sente stretto: "Ieri ho vissuto una giornata incredibile, la definirei quasi kafkiana. Con i miei avvocati c'era la massima serenità di poter concludere questo processo rapidamente e con un'assoluzione, e invece ecco puntualmente arrivare nuove accuse con l'aggravante per favoreggiamento".
E' soprattutto la tempistica a non convincere Lombardo, perchè tali accuse provengono da alcune dichiarazioni dei pentiti Di Gati e D'Aquino, depositate il 29 marzo: "Nonostante tutto, ho sempre grande rispetto per il lavoro della magistratura, mi difenderò ancora su accuse che non stanno nè in cielo nè in terra".