politica | Una telefonata anonima è arrivata, questa mattina, al centralino del palazzo di giustizia di Palermo, il messaggio è stato chiaro: una minaccia di morte per il procuratore aggiunto Antonio Ingroia. "Non è la prima volta - ha detto il magistrato - e non sarà l'ultima. Non sono preoccupato più di quanto non lo sia normalmente. Il mio lavoro prosegue come sempre".
Solidarietà dal mondo politico - "Esprimo a nome mio e dell'Italia dei Valori profonda vicinanza al procuratore Antonio Ingroia, vittima di gravi minacce. Siamo certi che non si farà intimidire e che proseguirà il suo delicato lavoro che lo vede impegnato in prima linea in importanti inchieste contro la mafia". E' quanto afferma in una nota il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Ci auguriamo - conclude - che gli organi competenti facciano al più presto piena luce su questo inquietante episodio". Parole di solidarietà anche da parte di Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: "Voglio esprimere tutta la solidarietà mia personale e del gruppo del Pd del Senato ad Antonio Ingroia per le minacce telefoniche subite nei giorni scorsi. Deve essere fatta al più presto piena luce su questo vile, e al tempo stesso inquietante, atto intimidatorio".
Il commento di Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea - "Dopo gli avvertimenti 'istituzionali' e gli attacchi alla procura di Palermo e in particolare al procuratore aggiunto Antonio Ingroia, adesso arrivano le telefonate minatorie. Era prevedibile, visto il clima in cui, ad eccezione della società civile e di una piccola fetta della politica, tutti, persino alcuni colleghi, si stanno spendendo per isolare e delegittimare i magistrati antimafia della procura di Palermo". "Speriamo - ha proseguito leurodeputata - che la procura di Caltanissetta riesca a identificare nel minor tempo possibile l'autore di questo vigliacco gesto. A Ingroia e ai colleghi che con lui stanno cercando di ricostruire dal punto di vista giudiziario un pezzo della nostra storia recente, giungano la mia totale solidarietà e la mia assoluta vicinanza".
Trattativa Stato-Mafia: la Consulta chiede i brogliacci, richiesta anomala secondo i pm siciliani - Si scatena, intanto, una nuova polemica sul fronte dellinchiesta riguardante la trattativa fra Stato e mafia: la Corte Costituzionale, chiamata a decidere il ricorso presentato da Giorgio Napolitano contro la Procura di Palermo, ha richiesto il numero e le date delle telefonate intercettate dalla Dia fra il presidente della Repubblica e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino; una richiesta anomala e inaspettata secondo il procuratore aggiunto di Palermo, secondo il quale "La Consulta deve decidere su una questione di principio: se avevamo o meno l'obbligo di distruggere le intercettazioni, non sul numero o sul contenuto. Adesso aggiunge Ingroia - valuteremo, assieme agli avvocati, quali documenti dobbiamo consegnare e presenteremo le nostre osservazioni in merito". La Consulta, inoltre, ha chiesto ai pm siciliani, con unordinanza istruttoria, i cosiddetti brogliacci, ovvero i registri (o verbali) che contengono i riassunti delle comunicazioni. Altra richiesta inspiegabile secondo Igroia che entra così nello specifico della vicenda. Fra le altre richieste anche la copia dei provvedimenti di stralcio tra i vari tronconi dell'inchiesta per capire in che "pezzo" dell'indagine sono le intercettazioni, quando sono stati fatti gli stralci e se ci sono parti dell'inchiesta ancora in corso. Fra le altre richieste anche la copia dei provvedimenti di separazione tra i vari pezzi dell'inchiesta con lintento, probabilmente, di capire in quale parte del fascicolo si trovino i dialoghi (mai trascritti, perche' giudicati "irrilevanti" dagli stessi pm) fra Napolitano e Mancino.
Nel frattempo, in attesa delludienza preliminare dell'inchiesta trattativa, fissata per il 29 ottobre, Ingroia ha chiesto una proroga all'Onu, prima di trasferirsi in Guatemala, per presentarsi davanti al Gup Piergiorgio Morosini.