| A seguito degli scontri dell'altra notte tra polizia e manifestanti che si oppongo alla costruzione del radar USA sul territorio di
ha deciso per la sospensione delle autorizzazioni rilasciate dall'ex governatore
Spiega così la scelta
Rosario Crocetta: "Essa deriva dalla mancanza di studi effettuati da
organizzazioni sanitarie circa l'impatto sulla
salute dei cittadini, la documentazione in possesso della Regione è riconducibile ad imprese ingegneristiche, quindi poco attendibili dal punto di vista medico e
non sono previste centraline per il controllo delle emissioni".
In questi giorni ci stiamo occupando degli impatti sulla salute dei cittadini di grandi agglomerati industriali,
Milazzo e
Gela (poco distante da Niscemi) sono esempi di come troppo spesso il verificarsi di varie patologie sulle popolazioni sia stato declassato a "
fenomeno necessario" pur di salvaguardare posti di lavoro.
Il caso del MUOS (Mobile User Obiective System) è però diverso; l'opera è in fase di sviluppo ed inoltre i benefici in termini di lavoro sarebbero praticamente nulli.
L'installazione dei radar è stata voluta dal governo statunitese e gestita dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, con lo scopo di fornire supporto agli USA durante le loro azioni militari, ma a prescindere dagli sbocchi lavorativi, è di fondamentale importanza che siano messi in primo piano i rischi di malattie per gli abitanti.
Per questo motivo Niscemi e tutti gli abitanti di questa parte di Sicilia (l'installazione avrebbe effetti per un raggio di 140 chilometri, condizionando anche l'attività di aeroporti come quello di Catania e Comiso, prossimo all'effettiva apertura) si oppongono alla realizzazione del MUOS, considerandola un'opera inutile e soprattutto nociva.
A questo punto diventa fondamentale fare alcune considerazioni; in Italia c'è una forte contraddizione, troppo spesso si è a favore o contrari a qualcosa per principio e ad essere trascurate sono le richieste delle comunità che certe opere sono obbligate ad ospitarle. Troppo spesso sono interessi di vario tipo a diventare prioritari (economici, diplomatici o ideologici) trascurando di fatto la reale utilità delle opere.
Nell'articolo
sull'alta velocità in Sicilia ho definito non prioritaria quest'opera non per ideologia, ma perchè nella realtà siciliana sarebbe veramente fine a se stessa.
Nell'analizzare la storia del MUOS un primo paradosso è riscontrabile nel fatto che la stazione radar nasce in un'area sottoposta a vincoli ambientali, esattamente nella riserva naturale di Sughereta.
Inoltre quella di Niscemi sarebbe una delle 4 basi sparse per il globo, le altre sono dislocate in luoghi del pianeta scarsamente abitati (Hawaii, Virginia e Australia), così come l'iniziale installazione a Sigonella è stata abbandonata perchè zona densamente popolata, legittimando le preoccupazioni dei niscemesi.
Un dossier presentato dal giornalista Antonio Mazzeo parla di come già nell'area è presente dal '91 una base militare fonte di emissioni elettromagnetiche superiori ai limiti di legge, certificata dal Politecnico di Torino, e che le 3 antenne del diametro di 18 metri ciascuna, siano virtualmente letali nel diametro di 140 chilometri.
Le dichiarazioni del ministro Cancellieri «Il MUOS è sito d'interesse strategico per la difesa militare della nazione e dei nostri alleati» e dell'ambasciatore USA «L'Italia, in quanto membro della Nato e partner importante per la sicurezza e la pace a livello internazionale, così come gli altri membri dell'Alleanza, trarrà beneficio dal Muos a sostegno delle operazioni Nato», non danno risposte alle preoccupazioni lanciate dagli abitanti e l'apertura di un'inchiesta della Procura di Caltagirone per violazioni contro l'ambiente proverà a far luce sulla questione.
Infine, forse l'aspetto più importante, è che per una volta, la prima, sindaci, consigli comunali e addirittura l'ARS appoggiano (almeno apparentemente) la lotta dei cittadini contro quello che viene considerato un sopruso, un atto di forza contro un territorio che ha già pagato altri veleni e che vuole sì svilupparsi, ma tutelando la salute.