, dopo le ore 19 di ieri, 28 febbraio. Il presidente della prima commissione Ars e deputato dei Democratici riformisti per la Sicilia ha detto:
. È questo laccordo raggiunto con il presidente Rosario Crocetta in merito alla ormai imminente riforma istituzionale per questi enti intermedi. Condivido, e anzi ho anche auspicato, che in attesa della nuova legge elettorale, le province vengano commissariate alla scadenza naturale dei mandati presidenziali e consiliari. Non avremo quindi una soppressione delle province, bensì una rivisitazione dei poteri e la certa riduzione dei costi.
Per le Province, quindi, le urne si riapriranno nella primavera del 2014 invece che nei prossimi 26 e 27 maggio. Nellattesa scatteranno i commissariamenti e si proverà a varare una riforma che taglia i costi e riscrive le funzioni di questi enti.
Le posizioni: il PD è omogeneo - Giovanni Panepinto, vice presidente della prima commissione Affari Istituzionali allArs, si è detto consapevole dellimpossibilità di andare alle elezioni, perché è necessario in tempi brevi, piuttosto, procedere alla regolamentazione della materia, ribadendo quanto sostenuto allinterno del gruppo parlamentare PD, proponendo cioè la sostituzione delle Province con i liberi consorzi, rivendendone complessivamente larchitettura delle funzioni, allineandole alle dinamiche nazionali.
Baldo Gucciardi, presidente del gruppo PD allArs, afferma che sulle Province non servono scelte di facciata. Occorrono invece scelte autenticamente innovative che raccolgano il sentire comune di cittadine e cittadini: lArs approvi in tempi brevi una riforma che costruisca un nuovo sistema di autonomie locali e territoriali, per abbattere gli enormi costi degli apparati pubblici, eliminare inutili duplicazioni di funzioni istituzionali e rendere più efficiente, efficace ed economica nel suo complesso lazione della pubblica amministrazione.
Le posizioni: Il PDL e la paura della sinistra - Il capogruppo del Popolo della libertà, lonorevole Francesco Scoma dissente e puntualizza. In un comunicato stampa si legge: Siamo contrari a un rinvio così lungo perché finiremmo per penalizzare l'attività di queste istituzioni quando addirittura non paralizzarle, vista l'incongrua idea di commissariarle addirittura dalla scadenza naturale del mandato alle nuove elezioni: praticamente, un anno senza vera attività di questi enti locali. Piuttosto, si metta mano subito alla riforma: i tempi ci sarebbero eccome!.
Più violento e causidico il suo collega, il deputato del PDL Nino Germanà che, attaccando, si chiede se occorre davvero oltre un anno per riformare le Province. Se così fosse, dice il deputato del PDL, sarebbe il caso di prorogare i presidenti in carica: non si può di certo pensare a un commissariamento per colpe che i presidenti non hanno! e incalza ricordando ma questo non era fra le urgenze del programma del presidente Crocetta?. E ancora non sarà che il rinvio proposto dal presidente della Regione sia dettato dalla paura che la sua ultima debacle elettorale alle politiche dello scorso week end sia troppa vicina alla data precedentemente stabilita per le provinciali e che questo influenzi per lui negativamente lelettorato?. Il rinvio delle elezioni provinciale è visto come un escamotage politico anche da Simona Vicari, commissario provinciale del PDL a Palermo. La senatrice crede che il presidente Crocetta abbia paura di affrontare il giudizio degli elettori dopo la batosta elettorale del suo movimento alle politiche. Soggiunge Per questo niente scuse: si voti subito. Le riforme, se davvero si vogliono fare, si possono fare anche in 4 settimane.
Le posizioni: M5S - Il partito dellex comico, Beppe Grillo, Movimento 5 Stelle incassato il successo elettorale in Sicilia e confermatosi il primo partito nellIsola con oltre il 30% dei voti torna alla carica allArs: Le nove Province vanno abolite. Il risultato del voto è evidente, lAssemblea ha unoccasione importante per manifestare un atto di coraggio, i cittadini vogliono cambiamenti veri, dice Salvatore Siragusa, segretario-deputato M5S in commissione Affari istituzionali allArs, che propone anche un testo di riforma secondo cui al posto delle Province che nello Statuto speciale della Regione non esistono si prevede la formazione di Liberi Consorzi tra i Comuni, affidandone lamministrazione ai sindaci, con un piccolo rimborso, ma senza indennità aggiuntiva. Il deputato del Movimento 5 Stelle aggiunge che lorgano politico, dunque non ci saranno costi, al contrario i sindaci, riuniti in consorzio, potranno lavorare meglio per risolvere i problemi dei territori. Il personale in servizio nelle Province sarebbe trasferito ai Consorzi, perché è ovvio che loccupazione va salvaguardata. Questa posizione, dice Forzese, che fa parte del gruppo dei Democratici e riformisti a sostegno di Crocetta, è una posizione essenzialmente demagogica. Evidentemente, e lo capisco, il Movimento cinque stelle agisce sulla scia del grande consenso elettorale ricevuto alle ultime Politiche.
In ogni caso i grillini hanno già deciso di non presentare candidati alla prossima tornata elettorale. Se lArs ha intenzione di mantenere gli attuali enti, se ne assumerà tutte le responsabilità di fronte ai cittadini, è il monito di Siragusa.
Adesso si aspetta il 6 marzo, giorno in cui all'Ars è calendarizzata la discussione sull'ente.