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Ingovernabilità - Mai come oggi, questa parola, nuda e cruda, ha risuonato insistentemente alle nostre orecchie.
Quotidiani, sia esteri che nazionali, telegiornali, radio e blog aprono la giornata presentando uno scenario drammatico per il Paese italiano. Un paese diviso, non più in due parti ma in tre blocchi: centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle.
Lultima proiezione del Viminale, quella definitiva, assegna, al Senato, 113 seggi alla coalizione del centrosinistra di Bersani, 116 alla coalizione di centrodestra di Berlusconi, 54 seggi al Movimento 5 Stelle di Grillo e i restanti 18 alla coalizione delle liste con Monti. Alla Camera, invece, 340 sono i seggi destinati alla coalizione del centrosinistra, 124 a quella del centrodestra, 108 al M5S e 45 ai partiti con Monti.
Effettivamente, prendendo atto di questi numeri, lunica certezza che si ha al momento è quella di uningovernabilità del Paese. A meno che, come molti auspicano, una parte (o il centrodestra o il centrosinistra) ceda verso laltra, escludendo qualsiasi alleanza con e da parte del Movimento di Grillo, che su questo punto si è sempre dimostrato risoluto a non creare inciuci.
Anche se, come lo stesso Beppe Grillo ha dichiarato qualche ora fa ai microfoni dei giornalisti, è un errore indicare il M5S unicamente come un partito di protesta, in quanto lo scopo principale del movimento, non è quello di andare contro il mondo ma di promuovere nuove idee per il futuro dellItalia. Così infatti, alla domanda circa un possibile punto dincontro con le altre coalizioni, il leader del M5S ha dichiarato: Il M5S non si allea con nessuno come ha sempre detto, lo dirò a Napolitano quando farà il solito giro di consultazioni. Stiamo attenti però, noi non siamo contro il mondo. Vedremo riforma per riforma, legge su legge. Se ci sono proposte che rientrano nel nostro programma, le valuteremo. "Il centrosinistra ha vinto alla Camera e per numero di voti anche al Senato. È evidente a tutti conclude Grillo - che si apre una situazione delicatissima per il paese. Gestiremo le responsabilità che queste elezioni ci hanno dato nell'interesse dell'Italia".
Da queste parole si evince, dunque, un atteggiamento di apertura verso un confronto con le altre coalizioni, circa le leggi e le proposte che si presenteranno alla Camera e al Senato, a condizione, però, che siano in linea col programma del Movimento.
Senza dubbio impressionante è, dallaltra parte, il risultato ottenuto dalla coalizione del centrodestra grazie alla rimonta del Pdl, merito di unincalzante campagna elettorale incentrata sul ritorno in campo di Silvio Berlusconi.
Il presidente del Pdl, soddisfatto della crescita di consensi, rispetto ai primi sondaggi, nei confronti del suo partito, si trova però doppiamente perdente, sia alla Camera che al Senato. Berlusconi deve oggi fare i conti, non soltanto con un centrosinistra che ha la maggioranza (seppur risicata) al Governo, ma anche con una nuova forza politica refrattaria a qualsiasi alleanza e portatrice di rinnovamento.
Ci sarebbe, però, un altro avversario meritevole di una certa attenzione, che in queste ore rappresenta una forte minaccia per la stabilità economica dellItalia. Si tratta, evidentemente, dello spread che ha ricominciato a salire incessantemente. Il leader del centrodestra sembrerebbe, però, voler prendere le distanze dal problema, ritenendolo un elemento superfluo, di poca importanza, e assolutamente irrilevante in questo contesto elettorale. Smettiamola con lo spread ha infatti dichiarato questa mattina, su Canale 5 a La telefonata, precisando che le elezioni non influenzano i mercati, i quali vanno per la loro strada.
Sono indipendenti e anche un po' matti", rileva. Si è, inoltre, mostrato assolutamente contrario ad un ritorno alle urne ritenendolo inutile in questa situazione. Ora tutti riflettano su cosa si può fare di utile per l'Italia; e la riflessione prenderà qualche tempo" ha dichiarato Berlusconi, concludendo che - "Qualche risultato positivo si è avuto: non entrano in Parlamento personaggi come Fini, Ingroia e Di Pietro, giustizialisti di cui nessuno sentirà la mancanza".
Ma che aria tira al Pd? Dinnanzi alla critica situazione che si presenta al Senato, il Pd va alla ricerca di soluzioni e cerca di capire come muoversi. E' previsto, infatti, per stasera alle 20:00, secondo quanto si apprende, il coordinamento del Pd che riunisce i big del partito, per analizzare il voto e capire come gestire la situazione davanti allingovernabilità al Senato.
Per quanto riguarda il pensiero di indire nuovamente una tornata elettorale: "Quella del "ritorno al voto non pare la prospettiva da seguire", ha dichiarato il vice segretario del Pd Enrico Letta subito dopo lesito del voto. Infine, sembra categorica lidea di non scendere a compromessi con la parte politica avversaria capeggiata da Silvio Berlusconi: "Non faremo governi con chi è responsabile del disastro in cui ci troviamo", ha affermato il vice presidente del partito Marina Sereni.
Vendola, invece, ammette il successo straordinario dei grillini e rileva la clamorosa sconfitta della coalizione montiana: "Tutti ci dicevano di guardare Monti. Monti e' uno sconfitto. Grillo e' il vero vincitore delle elezioni. Non basteranno alleanze posticce" è, infatti, quanto ha dichiarato il leader di Sel su Twitter.
Ai grillini, infine, si è appena rivolto il leader del Pd Bersani, lanciando, provocatoriamente, un appello: "Adesso dite cosa volete fare, io non abbandono la nave!"
(foto ANSA)