Fotosintesi |
CSC: la scelta del momento, arriva dalla storia - La direzione intrapresa dal mercato delle fotocamere compatte, dopo le più recenti analisi, appare chiara: la prima vera fotocamera digitale, non sarà più la Compattina Entry Level! Allorizzonte dei nuovi appassionati di fotografia, ex della Foto Facile, ci sono ormai le CSC!
Chi non è un veterano dellobbiettivo, penserà che dietro questa nuova sigla così accattivante, si nasconda chissà quale alchimia del nostro tempo. In realtà come spesso avviene, anche questultima novità è mutuata da un glorioso passato, quello delle cosiddette Telemetro. Fotocamere a ottica intercambiabile, nate a cavallo del XIX secolo, figlie della genialità tedesca, con dimensioni piuttosto contenute e divenute per questo, alternative alle Medie Formato dellepoca.
Fu Oskar Barnack, un ingegnere proveniente dalla Zeiss, il più famoso produttore di lenti ed obbiettivi della storia, che nel 1911, per la Leitz, una fabbrica fondata 30 anni prima da Ernst Leitz, creò questa nuova tipologia di macchine fotografiche. Inserendo in un apposito caricatore, la pellicola per riprese cinematografiche da 35mm., creò la prima Leica ed il formato 35mm., detto anche Formato Leica. Ebbe un tale successo che ingigantì il mercato della fotografia conquistandolo, dal reportage di guerra, alla foto darte.
Guardiamo al Sensore per scoprire dovè la novità CSC - Tutto quindi cominciò, dalla ricerca della compattezza che, anche oggi, stimola i fabbricanti. Questi però, con le CSC, come il cane che si morde la coda, cercano di tornare a quella qualità che, proprio nella ricerca della compattezza, è andata perduta!
Vediamo perché: sostituita la pellicola con il sensore, dapprima CCD e poi C-MOS, ad uguali dimensioni del F.to Leica 24X36mm., lodierno digitale, assume il nome di Full Frame: pieno fotogramma! Con lalto costo dei sensori però, il FF ha finito per essere riservato alle sole Reflex Professionali, notoriamente costose e per lo più riservate ai professionisti.
In sostanza è questo che ha costretto tutte le case produttrici, per realizzare Compatte Digitali, ad una drastica riduzione della superficie dei sensori. Senza scendere nel dettaglio delle complesse misure che stanno dietro al sensore, diremo soltanto che quello di un IPhone 4S, da 1/3,2 (pollici), risulta 24 volte più piccolo di un sensore APS-C; questo, a sua volta, è la metà di un sensore Full Frame! Avreste mai pensato che fosse così piccolo? Eppure la misura indicata non è la minima. Esistono sensori di una dimensione che ne servirebbero fino a 80 per ottenere la stessa superficie di un sensore F. F.
Dimensioni: ecco il segreto della qualità - Nella formazione di nuovi appassionati fotografi, bisogna partire da un assunto: la qualità dellimmagine digitale, non dipende dal numero di Pixel, ma dalla loro dimensione! Molti Pixel piccoli, rispetto a Pixel più grandi in minor numero, su un sensore di pari dimensione, daranno uninferiore qualità fotografica. Quindi, alloggiare molti Megapixel (mpx) su sensori piccoli, farà scena nella promessa pubblicitaria ma, ciò che rende superiori le CSC, è che offrono sensori più grandi.
Ed ecco il traguardo: spostare più in alto il Target dei 100-250., verso camere più costose, ugualmente compatte, ma ad alte prestazioni, per tornare alla qualità fotografica, affascinando nuovi appassionati ed inculcando loro il concetto di Sistema, insito nella vera fotografia! Cosa promettono allora le CSC?
In sintesi: sensori molto più grandi; intercambiabilità ottica; oculare elettronico/ottico o ibrido (ottico/elettronico); sequenze di scatto veloci; adattabilità (in alcuni casi), alla gamma obbiettivi delle sorelle maggiori (reflex); costruzione raffinata; impieghi anche professionali, come seconda camera o come reportage giornalistico e di viaggio.
Saluti a tutti e... occhio alloculare.