Narrativa è |
Con Palazzo Steri chiuso al pubblico per lavori di restauro, la quarta edizione di Una Marina Di Libri, da venerdì 7 a domenica 9 giugno, viene trasferita da Piazza Marina a Piazza San Domenico, e sarà proprio la veemente giornata di
domenica a risollevare le sorti di un evento fino a lì pericolosamente meno incisivo degli anni scorsi (
leggi qui il docu-fiction dell'indimenticabile edizione 2011). Senza nulla togliere alla magnificenze architettoniche del Palazzo di Storia Patria, con la regalità del suo museo, del giardino e della sala conferenze, oltre all'imponenza della chiesa adiacente, tra le varie possibili concause del calo di tono, che comunque non ha intaccato né la strabordante affluenza né il consueto prestigio, punteremo brevemente l'occhio sulla logistica.
I banchetti delle numerose case editrici indipendenti locali e nazionali sono distribuite in una doppia fila parallela nell'atrio di ingresso, intorno al poco accessibile e mal sfruttato florido giardino, creando uno stretto corridoio quadrangolare coatto e contratto, foriero più di ingorghi soffocanti che di sorprese mozzafiato. Forse il calo delle vendite lamentato da buona parte dei banchetti è imputabile anche a questa disposizione che fa rimpiangere l'atrio a trecentosessanta gradi dello Steri, con i banchetti disposti a cerchio sui due piani e la gente libera di spaziare all'interno di un arioso abbraccio di ampio respiro architettonico-culturale. Anche la zona non commerciale presenta diverse lacune. Dove lo Steri, con le sue lunghe passeggiate comode e asimmetriche, i corridoi confidenziali e le aperture sterminate, creava quel senso ospitale e romantico di città nella città, assurgendo ora a salotto letterario, ora a luogo di incontro, ora a mero spazio ricreativo, lo Storia Patria non offre concrete occasioni di comunità, appassendo così ad asettico scenario fieristico molto commerciale e poco sociale. Se a queste premesse strutturali già poco favorevoli si aggiungono i correlati aspetti gestionali ed emotivi, dagli eventi in programma a una diffusa prudenza economica dettata dalla crisi, quello che sarebbe dovuto essere l'anno della definitiva consacrazione ha per un attimo rischiato di trasformarsi nell'anno della immeritata involuzione, almeno fino al salvifico intervento dell'impennata domenicale, a cui a questo punto, in accordo anche all'ospitante piazza San Domenico, ci permettiamo di omaggiare il ribattesimo di questa quarta edizione, con il prestanome di: Una Domenica di Libri!
A dispetto del mezzo passo falso di questa edizione bisogna tuttavia sottolineare che da quattro anni a questa parte Una Marina di Libri continua ad essere l'evento culturale più rilevante del circondario, richiamo incondizionato per tutti gli esponenti dell'
intellighentia ma non solo, covo di artisti, ricettacolo di curiosità e progetti, vetrina plurigenerazionale e perfino termometro di un'intera città; una promessa realizzata che se solo durasse non tre giorni ma tre settimane, potrebbe rappresentare quella prima piccola rivoluzione intellettuale e sociale di cui Palermo continua ancora oggi ad avere grandissimo bisogno.