Voci dalla capitale | Le "dimissioni" di
Papa Benedetto XVI, effettive dallo scorso 28
febbraio, hanno aperto ufficialmente una nuova fase storica per la vita
cristiana e la città di Roma: tutto è ormai pronto per il Conclave che
eleggerà il successore di
Joseph Ratzinger, che dopo quasi otto anni ha
deciso di abdicare e lasciare spazio ad un nuovo Pontefice per occuparsi
della sua salute e permettere alla Chiesa di eleggere una nuova guida,
più energica ed al passo con i tempi.
Un gesto che ha commosso i fedeli
che sono accorsi in massa per salutare Benedetto XVI nel suo ultimo
Angelus; Roma si aspetta però un accesso massiccio di turisti sia
durante il Conclave che nei giorni immediatamente successivi
all'elezione del nuovo Papa.
Dalla giornata di martedì 5 marzo la
Cappella Sistina (così come, tra i luoghi visitabili, l'Appartamento
Borgia e la Collezione di Arte Religiosa Moderna) è stata chiusa al
pubblico, in attesa di ospitare per la venticinquesima volta nella
propria storia la riunione cardinalizia. Visite ai turisti per ammirare
gli affreschi di Michelangelo non più permesse fino a nuovo ordine,
dunque: la Cappella Sistina sarà arredata come di consueto nei minimi
particolari per permettere ai Cardinali che giungeranno da tutto il
mondo di svolgere al meglio le storiche votazioni.
L'ingegner Paolo
Sagretti sta coordinando i lavori, con l'allestimento delle
centoquindici sedie di ciliegio per i Cardinali, mentre l'urna per
raccogliere le schede sarà posizionata vicino all'altare, sotto il
dipinto del Giudizio Universale.
E come avviene dal Conclave del 1939,
anno dell'elezione di Pio XII, saranno le fumate nere o bianche a
comunicare al mondo esterno l'esito di ogni singola votazione. Una
tradizione unica che in questo mese di marzo farà posare una voltà di
più gli occhi del mondo su Roma.