salute | Sebbene i benefici derivanti dall'eliminazione del vizio del
fumo siano tutt'ora superiori ai rischi associati ad un modesto aumento di peso, una nuova metanalisi scopre che, smettere di fumare, fa "soffrire" le bilance più di quanto si possa pensare.
Il Centro di Ricerche e trattamento delle Dipendenza dell' Università di Parigi-Sud scopre che, nel primo anno in cui si smette di fumare, il peso aumenta in media di 4,7 kg e che la maggior parte del "cambiamento" si ha nei primi tre mesi. I dati tra gli ex fumatori, che non utilizzano sostituti della nicotina, variano ampiamente: nel primo anno il 16% perde peso e all'opposto, il 13% prende 10 kg.
I risultati sono simili tra i pazienti trattati con differenti terapie antifumo, così come con i sostituti della nicotina e non sono stati influenzati dalle preoccupazione o ansia, che precedeva la decisione di smettere. Gli studiosi hanno utilizzato questi dati per valutare i principali cambiamenti di peso tra ex fumatori trattati e non trattati con farmaci (sostituti della nicotina, bupropione, vareniclina), esaminandone l'efficacia per prevenire l' incremento ponderale dopo aver smesso di fumare.
La conclusione e' che i medici dovrebbero avvertire i pazienti dell'incremento di peso a cui vanno incontro, identificando i soggetti più a rischio e consigliando una maggiore attenzione a tavola.
I pazienti trattati in clinica ed arruolati in tale studio, sono pero' diversi dalla popolazione generale ed il dubbio che tali dati siano difficilmente esportabili al "mondo reale", esiste.
Non perdiamo di vista il pericolo per la salute rappresentato dall'obesita', ma un modesto incremento di peso, preferibilmente tenuto a bada da una dieta controllata, non può rappresentare un pericolo di fronte alla possibilità di eliminare il fumo dalle nostre vite.