salute | Un nuovo studio ha scoperto che la capacità di valutare il passare del tempo e' compromessa in chi soffre di attacchi di emicrania.
Gli emicranici coinvolti nello studio, tendevano a sovrastimare la durata dello stimolo visivo quando era riportato in millisecondi e non in secondi, e, sebbene il meccanismo neuronale alla base di questa alterazione non sia pienamente compreso, si sospetta che ad esserne coinvolto sia il cervelletto. Una funzione alterata del cervelletto degli emicranici, porta ad una alterata percezione del tempi specificamente in millisecondi.
Studi effettuati in Cina - Pubblicato a fine luglio 2012 su Headache, lo studio arruola pazienti con emicrania. Ai pazienti e' stato chiesto di stimare il tempo di una serie di stimoli visivi dati ad intervalli differenti in un range tra millisecondi e secondi. Il test dimostra che la stima temporale di 600 millisecondi e' una condizione compromessa negli emicranici, i quali sovrastimano la durata dello stimolo, ma quando l'intervallo e' più lungo (3 e 5 secondi) la capacita' di percepire il tempo resta normale.
Condizionamenti giornalieri - La compromissione della valutazione del tempo può portare a valutazioni imprecise della durata di un evento, influenzando in tal modo, la vita di un individuo.
I ricercatori puntualizzano che la percezione del tempo coinvolge diverse funzioni cognitive, inclusi percezione, attenzione e memoria. Alcune evidenze indicano che il cervelletto e' coinvolto nella temporizzazione: la sovrastima degli intervalli di tempo può rispecchiare un rallentamento del sistema tempo-cerebellare e quindi una compromissione funzionale del cervelletto degli emicranici.